CONVENTO DI MARTOGNA : “S.MARIA degli ANGELI” |
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“ Giù nella china del monte Erice alla costa scoscesa di ponente e maestro, oltre a due miglia dalla nostra città e tre di Trapani, v’ha una pittoresca contrada chiamata Martogna, luogo opportunissimo al ritiro e alla meditazione ” (descrizione da I CONVENTI DI ERICE... - Giuseppe CASTRONOVO GIUSEPPE - PALERMO 1872). Vi si giungeva da una trazzera che da TRAPANI conduce fino al convento o dall’ attuale provinciale per ERICE. |
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Alla gara parteciparono i Signori: Natale VULPITTA, Giuseppe SARDO, Annibale GIANNITRAPANI ed Antonio Poma. La gara fu aggiudicata al POMA per £ 12.912. |
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QUADRO STORICO Trapani agli inizi del XVI secolo fu punto d’ approdo e d’ imbarco per gli uomini dell’ armata di Carlo V, impegnato nella guerra contro gli infedeli africani. Moltissimi i feriti che rientravano ed a loro conforto si dedicava tale frà Jacopo da Gubbio, al secolo Michele Furnari ,vestito di un saio di colore grigio, di stoffa ruvida detta “albracio”. |
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In Martogna posero i frati la prima pietra e lì nacque
il primo convento del terzo ordine francescano regolare
di Sicilia (come riferisce il PIRRI).
Sistemarono gli orti e piantarono frutteti. Intanto all’ acquedotto di Bonagia, che alimentava la città di Trapani, fu allacciata, per aumentarne la portata, la fonte di Chiaramosta. Poiché la condotta idrica passava dietro il convento di Martogna, i frati chiesero al Senato della Città una presa d’acqua per i loro bisogni. Il diniego del Senato indusse il Viceré De Vega ad ordinare la concessione dell’acqua comunale al convento. L’atto del De Vega fece diventare i frati i primi utenti privilegiati dell’ acquedotto comunale trapanese, poiché tutti i cittadini dovevano approvigionarsi presso le fonti pubbliche. |
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Dai registri contabili del convento di Martogna si rileva che i Frati per la costruzione della fontana e della abbiviratura sostennero una spesa di 13 onze, 28 tari e 16 grane. Martogna divenne luogo di studio e i frati vi crearono una buona biblioteca ed ebbero una rendita annua di 315 onze dai devoti ericini. Al Carpi successe, come protettore del terzo ordine, il cardinale Carlo Borromeo che concesse ai frati il privilegio che solo il ministro generale dei frati minori conventuali poteva effettuare la visita canonica nei conventi retti ed abitati dai frati, ed in quel periodo padre Antonio Sapienti d’ Aosta esercitò tale visita. Il 3 luglio 1568, Papa Pio V ordinò che tutti i frati e le monache del terzo ordine fossero sottoposti all’ ordine dei frati minori, perdendo, quindi, il privilegio di poter eleggere il loro provinciale. Il provinciale dei frati minori di Sicilia, venuto a Trapani, impose ai frati ed alle monache la sottomissione e la obbedienza. Frate Jacopo rifiutò l’imposizione in quanto le sue istituzioni erano sotto la diretta protezione del cardinale Carlo Borromeo. Il provinciale dei frati minori, in forza della bolla pontificia, scomunicò tutte le monache ed i frati del convento di Martogna e fece incarcerare frate Jacopo . Diversi frati si recarono a Roma per implorare aiuto alla Santa Sede. Fra questi vi era frate Girolamo Rizzo da Trapani, il quale ottenne dal cardinale Giulio Feltre della Rovere, succeduto al Borromeo, il chiarimento ed anche il privilegio di poter celebrare in Martogna il primo capitolo provinciale del terzo ordine regolare francescano di Sicilia. In conseguenza il Rizzc venne eletto alla unanimità primo provinciale del terzo ordine regolare di Sicilia. Frate Jacopo venne chiamato a Roma dove il Papa lo invitò ad indossare l’abito cappuccino. Morì a Roma il 29 dicembre 1580. Il convento di Martogna divenne il centro spirituale del terzo ordine, tanto che l’ 11 novembre del 1600 fu scelto da Clemente VIII a luogo di noviziato . “Ha un solo corridoio largo e decente . Molto ricca di opere scelte n’era un tempo la Biblioteca, se non che vennero in massima parte trasportate nella Biblioteca del Convento di S. Rocco in Trapani”. L’antica chiesa di S. Maria degli Angeli fino all’infausto 1866 fu destinata dai frati a refettorio; nella parete di ponente era collocato una tela rappresentante l’ultima cena . La nuova Chiesa, ad unica navata,ornata di mensole che sostenevano piccoli archi gotici, scusanti d’imposta alla volta, aveva un solo altare basso a destra con un quadrone raffigurante Sant’ Anna in tela ad olio. Il Cappellone, chiuso da un cancello sopra colonnette di stucco, presentava ornati di stile barocco. Sull’ara massima veneravasi la Titolare Santa Maria degli Angeli, tela ed olio di vetusto pennello. Dentro il Cappellone, a sinistra, un sarcofago di pietra, racchiudente le ceneri di Giovanni Francesco Riccio, Barone di Favignana morto nel 1570. Le pareti della Chiesa erano fregiate delle stazioni della via Crucis su quadretti ad olio. Fuori dal Convento nella parte superiore vi sono due conserve d’ acqua: la prima a poligono irregolare è profonda “palmi 15 e mezzo, ed ha il muro della spessezza di palmi 6”, la seconda di figura quadrilatera è profonda “palmi 19 e mezzo, lunga 56 larga 30, ed ha il muro della spessezza di palmi 8”. |
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BIBLIOGRAFIA Castronovo Giuseppe - I conventi di Erice Di Ferro Giuseppe - Guida per gli stranieri in Trapani Bordoni Francesco - Chronologium fratrum et sorum terzii ordinis Sancti Francisci Archivio di Stato Fondo Corporazioni religiose soppresse anno 1574 - 1585 - 1602 - 1699 Serraino Mario - Trapani nella vita civile e religiosa Pugnatore G..Francesco - Historia di Trapani prima edizione dall’autogra-fo del secolo XVI Guida Carlo - Trapani durante il governo del viceré G. De Vega Parisi Giovanni - Il Terz’ ordine Regolare in Sicilia Jacobilli Ludovico - Vita dei Santi e Beati dell’Umbria Archivio di Stato Trapani - Fondo Commissione per la vendita dei beni dell’asse ecclesiastico Manoscritto Parmense n.1160 - Collection bullarum instrumentarum et aliarum scripturarum pertinentium ad Terzi ordinis Sancti Francisci Padre Benigno da Santa Caterina - Trapani nello stato presente sacra e profana Fardella Giuseppe - annali della città di Trapani Vitale Vito - Trapani nelle guerre di Carlo V Atti del Senato Trapanese – “Copia lettere” anno 1547 |
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